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Svizzera: cresce il divario tra stipendi maschili e femminili

Una serie di studi mette in luce un fenomeno tornato a crescere nell'ultimo triennio. E la cui soluzione rientra nella galassia delle discussioni legate al prossimo referendum sul salario minimo

berna svizzera

Dati ufficiali
Sono dati ufficiali resi noti dallo stesso UST, l’Ufficio Federale di Statistica quelli che mettono in evidenza una situazione squilibrata e non di poco. Solo nel biennio 2010-2012 il divario tra stipendi maschili e stipendi femminili ha raggiunto quasi il 19%. Numeri che servono per fare più approfondite considerazioni e analisi per capire a cosa sia dovuto questo differenziale. Sembra non potersi imputare tutto ai diversi livelli di formazione o di posizioni professionali. Il timore, fondato, è che in non pochi casi anche in Svizzera vi sia una forma, non tanto sotterranea, di discriminazione di genere.

Sindacati e referendum
E, come è giusto che sia, alcune organizzazioni sindacali quali USS e UNIA, vedono in questi dati e in questa tendenza motivi di preoccupazione ma anche elementi a sostegno dell’introduzione del salario minimo. Proposta che, come sempre accade in Svizzera, sarà passata al vaglio del voto popolare con il referendum del prossimo 18 maggio. Effettivamente questa differenza tra stipendi maschili e femminili è qualcosa che suona ancora più stridente in un paese dall’economia solida come la Svizzera.

Stipendi in Svizzera
Interessante vedere come si muova il flusso e la composizione salariale in questo paese. Dati aggiornatissimi hanno messo in risalto come il salario medio nel settore privato (stiamo parlando di media) abbia superato i 6000 franchi. Punta di un iceberg che ha visto gli stipendi aumentare nel corso dell’ultimo decennio di circa il 13%. Tutto bene dunque? Non proprio visto che non poche sono le disparità che, ovviamente, si registrano all’interno di questo aumento: il 10% degli stipendi più alti è aumentato di oltre il 22%, mentre il 10% degli stipendi più bassi è aumentato solo del 9% circa.  Senza addentrarci troppo nel tecnicismo dei numeri basti pensare a come questo si sia riversato sul potere d’acquisto, parametro forse meno aleatorio e più calato nella realtà. Bene, seguendo questo parametro, nel biennio 2010-2012 gli stipendi più alti hanno goduto di un incremento in tal senso di oltre il 7%, mentre quelli più bassi hanno visto una contrazione di circa lo 0,6%.

Stipendi femminili
E qui entriamo un po’ nel vivo della questione. Nel corso del 2012 era composto da donne quasi il 70% della forza lavoro appartenente alle fasce stipendiali più basse. Percentuale determinata anche dal fatto che gli stipendi più bassi si registrano maggiormente in settori tradizionalmente “affidati” alle donne, come:
- servizi alla persona
- negozi
- servizi alloggiativi in senso generale.

Fa un pò paura sentire i rappresentanti di alcune associazioni industriali ridimensionare il fenomeno sostenendo che, nella maggior parte dei casi, lo stipendio della donna serve solo come integrazione a quello del marito. Discorsi discriminatori oltre che del tutto anacronistici. Discorsi che diventano ancora più spaventosi se si pensa che dirigenti dell’Unione Padronale Svizzera sostengono anche che i lavori meglio pagati sarebbero appannaggio maschile perché gli uomini sono più disposti a “sacrificarsi” di più per il lavoro.


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