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L’economia svizzera ad una svolta

Secondo molti esperti l'economia svizzera sarebbe ad una svolta. Ciò che le ha reso possibile superare quasi indenne la crisi mondiale che ha travolto altri paesi, non sarebbe più sufficiente

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La Svizzera non è un’isola
Sostanzialmente è questo il vero problema. la crisi degli altri paesi europei ha portato ad una stagnazione nelle richieste appunto dei clienti esteri. E la Svizzera sta cominciando a risentirne. A far parlare di stagnazione è, come sempre, il PIl, famoso o famigerato parametro che viene sempre usato per misurare (o almeno così dicono) la salute di una economia. Da questo punto di vista il PIL svizzero parla di stagnazione per quanto riguarda questa parte del 2014. Stagnazione che ha portato addirittura a rivedere al ribasso le ottimistiche previsioni di crescita del +2% ridimensionate ad un 1,4%

Colpa della crisi europea
Il motto “o ci si salva tutti o non si salva nessuno” potrebbe benissimo essere usato per spiegare quello che preoccupa molti analisti rispetto alle prospettive dell’economia svizzera. Se stentano i principali partner commerciali ovviamente rischia anche la Svizzera. Soprattutto a causa della debolezza di paesi come Italia e Francia che, a loro volta, impattano sulla Germania che della Svizzera è il maggior cliente. Un andamento confermato anche da alcune associazioni di industrie meccaniche ed elettroniche che non hanno potuto fare a meno di registrare una diminuzione dei volumi di vendite e affari da maggio ad oggi. A preoccupare anche l’andamento dei consumi interni previsti in forte calo anche per il 2015. E questo dato è uno di quelli che maggiormente preoccupano essendo stato, sempre, proprio il consumo interno a determinare la forza dell’economia elvetica e il suo alto tenore di vita.

Opinioni discordi
ma come sempre, quando si parla di economia, le voci sono discordi e le analisi molto diverse tra loro. Secondo alcuni, pur restando innegabile il peggioramento della situazione internazionale e dell’export, la domanda interna continuerà a bilanciare questo andamento. Almeno fino a quando la Svizzera potrà contare sui suoi mitici bassissimi tassi di disoccupazione. Ma fino a quando? Certo è che un bassissimo 3% costituisce davvero una bel cavallo di battaglia. In ogni caso sono tre i principali fattori che un po’ preoccupano:
– la fine dei tassi di interesse bassi
– la fine del boom immobiliare
– la diminuzione dell’immigrazione

Quest’ultimo fattore, reso ancora più pesante visto il risultato del referendum di febbraio, sta portando ad un impoverimento del mercato immobiliare con conseguente indebolimento del settore edile.


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