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La Svizzera ha paura dei lavoratori italiani

Mentre molti cantoni danno il via ad una campagna di marketing per invogliare gli imprenditori italiani a delocalizzare da loro, lo stesso non si può dire che avvenga per i lavoratori italiani. Cosa c'è dietro questo atteggiamento

lucerna svizzera

Si può parlare di xenofobia?
Secondo qualcuno sì e sembra difficle dargli torto, stando all’ondata di odio nata, soprattutto, tra i militanti e i politici dell’Udc svizzera, che qui è un partito di destra e protezionista. A dare fastidio sono i frontalieri che porterebbero via il lavoro agli svizzeri. Storia vecchia purtroppo che sembra volersi chiudere alla constatazione che molti italiani qui sono diventati anche piccoli imprenditori che contribuiscono, e non poco, all’economia locale. Purtroppo dunque anche in Svizzera sta tornando la vecchia paura degli stranieri che portano via il lavoro. Particolarmente incattiviti sono gli esponenti della Lega dei Ticinesi che lamentano il fatto che lì i frontalieri rappresentino un quarto dell’intera forza lavoro e portino con sé il rischio di un ribasso generale degli stipendi.

Un pò di numeri
Lo scorso 2012 la Svizzera e le sue aziende hanno dato lavoro a 55.430 lavoratori stranieri in arrivo dai paesi dell’UE-17; in numeri significa circa il 4% in più dei permessi di lunga durata a cui si sono aggiunti altri 54.185 permessi in sosta breve. Per quanto riguarda gli italiani nello specifico i nostri connazionali che sono andati in Svizzera alla ricerca di un lavoro sono stati 8906 contro i 5318 del 2011. Numeri che fanno paura agli svizzeri e che rendono meno certo il mantenimento degli accordi sul trattato di libera circolazione. E già è partita la clausola di salvaguardia estesa non solo ai paesi dell’Europa dell’Est chiamati UE-8

Xenofobia vs economia
Ma alcuni imprenditori sembrano invece capire quali rischi correrebbe l’economia elvetica se si chiudesse a riccio contro i lavoratori stranieri e italiani in particolare. Non sono pochissimi, per fortuna quelli che si rendono conto che la libera circolazione è un aiuto per l’economia e, forse, è anche grazie ai molti lavoratori stranieri che la Svizzera ha continuato a mantenersi competitiva reggendo bene alla crisi mondiale.


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