Ultime Notizie
logo lavoro in svizzera

Notizie Lavoro in Svizzera

Notizie lavoro in Svizzera e nel cantone italiano Ticino

Il settore gastro-alberghiero svizzero ha bisogno degli stranieri

Non sono solo i numeri a dirlo, confermando un bel 40% di stranieri nel settore gastro-alberghiero, ma anche la storia

lavoro in hotel

Tutto comincia nel XIX secolo
Già da allora la Svizzera era terra di immigrazione e lo era perché il paese aveva bisogno di lavoratori qualificati. La cosa riguardava anche, e soprattutto, il settore alberghiero: erano quelli gli anni in cui l’incremento di trasporti e commerci aveva fatto diventare la Svizzera una meta turistica. Di conseguenza il paese aveva bisogno di personale qualificato che lavorasse nel settore dell’accoglienza. Personale non presente tra i cittadini svizzeri. L’economia e il bisogno di manodopera avevano portato, alla metà del ‘900, una popolazione di stranieri di circa 600.000 unità, toccando punte del 40% sul totale di zone come Ginevra e Basilea.

La paura della concorrenza
E, come spesso succede, la massiccia presenza di lavoratori stranieri nel settore gastro-alberghiero, cominciò ad essere vista come una minaccia per i lavoratori svizzeri. Del resto però era innegabile che il personale straniero fosse estremamente più qualificato di quello locale. Situazione in gran parte dovuta ai costi altissimi a cui dovevano sottostare i giovani svizzeri che volessero seguire dei percorsi formativi professionali. Fu per questo motivo che, nel 1886, venne istituita la società Hotel & Gastro Union; non tanto per mettere un freno all’immigrazione di personale straniero che lavorasse nel settore, ma per garantire una più qualificata preparazione professionale al personale svizzero. In un certo senso, dunque, la concorrenza aveva stimolato un atteggiamento costruttivo, basato non sulla chiusura agli stranieri ma sulla “lotta” alla qualità e alla preparazione.

Il problema dello statuto di “stagionale”
Ma, come spesso accade, ad un certo punto la questione stranieri torna di attualità e lo fa nel modo sbagliato; dimostrando come se si lasciasse parlare l’economia le cose sarebbero molto diverse. Siamo negli anni ’50 e la Svizzera comincia a vivere un vero e proprio boom di turisti. Conseguentemente ha bisogno di personale straniero. Ma invece di capire che, proprio per questo, c’era bisogno di una legislazione liberale in termini di immigrazione, la Svizzera introduce lo statuto di “lavoratori stagionali”. Uno stop che comincia a creare problemi in particolare al settore gastro-alberghiero. L’introduzione di questa legge non fa altro che portare ad un abbassamento della qualità. Molti lavoratori stagionali sono infatti senza qualifiche, pagati male e poco motivati. Tutto ciò ha un effetto a cascata su tutto il settore. Il generale peggioramento della professionalità porta anche molti professionisti qualificati a lasciare la Svizzera. E comincia così una spirale al ribasso.

Le cose migliorano nuovamente con gli stranieri
Le cose migliorano, non a caso, con l’abolizione dello statuto di “stagionale” e con l’introduzione di una serie di accordi bilaterali che la Svizzera prende con altri paesi europei. L’arrivo dell’accordo di libera circolazione delle persone ha, come conseguenza, un generale miglioramento dei numeri e della qualità del settore gastro-alberghiero svizzero. Perché? Perché i datori di lavoro possono tornare a prendere personale qualificato da tutta Europa. Con un conseguente miglioramento delle condizioni lavorative e della qualità del servizio offerto. Il settore, regolato solo dalle leggi del mercato si autoregola benissimo e i risultati si vedevano.

Un passo indietro con il referendum
Ma, evidentemente, la storia non insegna nulla. E il referendum dello scorso febbraio rischia di mettere in ginocchio il settore gastro-alberghiero svizzero che, senza professionisti stranieri, non ha molte possibilità di crescere e migliorare. Ancora una volta si è lasciato spazio a considerazioni puramente ideologiche di cui l’economia non ha bisogno. Anzi. L’economia è per sua natura rivolta all’internazionalizzazione. E ne ha bisogno soprattutto questo settore. Molti datori di lavoro, di alberghi e ristoranti, sono seriamente preoccupati per la reintroduzione dei contingenti che, ne sono certi, provocherà una diminuzione della qualità del servizio e della generale dinamica del mercato del lavoro.


(2) Commenti

  1. Io cerco lavoro da ottobre 2016 nel campo della ristorazione che sia albergo o ristorante con vitto e alloggio ho 24 anni cuoco sono serio educato non fumo no alcool no droghe serio professionale nel lavoro . Grazie a voi e a presto.

  2. Sono disponibile da novembre sono cuoco 24 anni in un albergo o ristorante, con vitto e alloggio, sono un ragazzo serio educato rispettoso lavoratore no alcool,no droghe,non fumo e di sani principi . Grazie con l attesa di una vostra chiamata vi ringrazio a presto.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>