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Divari salariali in Svizzera

Ancora una volta sarà la cittadinanza a votare questa proposta portata avanti dalla Gioventù Socialista. Ovviamente molti imprenditori si oppongono a questa proposta

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Iniziativa 1:12 – Per salari equi
È questo il nome che la Gioventù Socialista ha dato alla sua iniziativa per porre fine alla questione dei divari salariali in Svizzera. Nello specifico si vorrebbe far diventare regola la proposta per cui nessun dipendente possa essere pagato, in un anno, meno di quanto guadagni il dirigente con lo stipendio più alto. Una proposta che non riguarderebbe solo le imprese con una quotazione in Borsa ma proprio tutte.

Un controllo sugli stipendi dei manager
Ciò che viene chiesto, e che sarà sottoposto come avviene sempre in Svizzera al consulto popolare, è che lo stipendio più alto che un’impresa paga possa essere pari  non più di dodici volte quello più basso. Qualcuno ha fatto notare che, qualora la proposta diventasse legge, riguarderebbe in particolare le imprese più grandi dal momento che quelle medio piccole già la applicano. L’intento dei promotori dell’iniziativa è quello di diminuire i divari salariali attraverso una riduzione delle retribuzioni di alcuni manager a favore di un aumento degli stipendi più bassi. Utopia?

Pro e contro
Ovviamente non mancano le critiche soprattutto da parte di chi vede un’indebita intromissione statalista in un mercato del lavoro e in un’economia che ha nella relativa liberalità dello stesso mercato del lavoro il suo punto di forza. Secondo i promotori invece questa proposta si renderebbe necessaria considerando che, negli ultimi 15 anni, l’aumento medio dei salari è stato molto al di sotto della produttività proprio per una squilibrata distribuzione dei redditi. Molti tra politici e imprenditori contrari a questa iniziativa affermano poi, per suffragare la loro contrarietà, che questa proposta avrebbe come effetto solo la sparizione dei lavori a stipendio più basso che verrebbero esternalizzati. Oltre a ciò gli oppositori paventano il rischio di un aumento di delocalizzazioni all’estero oltre ad una diminuita attrattiva elvetica su quelle aziende estere che vogliono investire in Svizzera. Stiamo a vedere cosa succederà con il referendum del 24 novembre: perché l’esito avrà certo ripercussioni sul mercato del lavoro.


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