Ultime Notizie
logo lavoro in svizzera

Notizie Lavoro in Svizzera

Notizie lavoro in Svizzera e nel cantone italiano Ticino

Cosa succede, per chi lavora in Svizzera, dopo il referendum

Si parla ancora molto di quanto succederà, adesso, per chi lavora in Svizzera dopo il referendum dello scorso 9 febbraio. E non è un cambiamento da poco

svizzera

Cosa accadrà adesso
Ne parliamo ancora perché, come è facile capire, per un sito come il nostro questo non è un argomento secondario. Ricapitoliamo brevemente. Seppure per poco (50,3%) la Svizzera ha visto prevalere il SI’ al referendum che vuole mettere alcune limitazioni e quote al numero di stranieri che possono andare su suolo elvetico a lavorare. E questo argomento riguarda, come è ovvio che sia, i molti italiani che in Svizzera già ci lavorano. C’è da dire che le norme proposte da questo referendum dovrebbero entrare in vigore a partire dal 2017, per cui c’è sempre la speranza che, nel frattempo, alcune di esse vengano attutite. Anche per la pressione che la Comunità Europea sembra aver iniziato subito a fare sulla Confederazione.

Articolo 121
In pratica questo è l’articolo che viene modificato con il referendum. In definitiva si tratta di reintrodurre dei tetti massimi annuali a permessi di dimora, diritto di asilo e ricongiungimenti familiari. In parole povere significa che i permessi di lavoro avranno limiti ben precisi, stabiliti di volta in volta dal governo e strettamente legati a quelle che saranno le effettive esigenze economiche del paese. Cosa vuol dire? Ancora più chiaramente significa che le assunzioni saranno date in precedenza agli svizzeri e che gli stranieri potranno essere presi in considerazione nel caso di una effettiva mancanza di manodopera locale. C’è tempo fino al 2017 per modificare, da parte governativa, i vari trattati internazionali che non rispettano quanto emerso dal referendum. In caso contrario, quanto stabilito dal referendum, sarà applicato.

Cosa verrà rivisto
In pratica verrà rivisto il trattato sulla libera circolazione delle persone. Questo consentiva ai cittadini della UE di avere un permesso di soggiorno in Svizzera legato ad un contratto di lavoro. Se manca questo i cittadini stranieri devono dimostrare di avere mezzi economici sufficienti per mantenersi. Dopo il referendum saranno proprio questi accordi ad essere rivisti. E non è difficile prevedere che tutto ciò avrà conseguenze non solo sui 60 mila frontalieri italiani ma sui 290 mila italiani presenti in complesso in Svizzera.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>